Ho pianto nel mare
mascherando
le lacrime col sale.
È una rima giunta in quel tragitto che mi ha condotto da casa mia al mare, a Roma centro e poi in via Flaminia 86. Mi sono fermato e l’ho appuntata. Ho percorso la stradina buia del borghetto Flaminio e lì davanti si è accesa una luce. Un attimo ed era tramonto e non ho pensato a nulla se non vivermi quell’emozione, unica, in totale consapevolezza. In questo periodo di clausura, di social network e percorsi accidentati, mi sono goduto quell’emozione come un regalo. Una specie di palpitazione proveniente dalla pancia al cuore e di nuovo alla pancia. E dopo qualche minuto ho ricominciato ad ascoltare il mondo e mi sono accorto che dall’interno della casa proveniva una musica jazz o classica (ero ancora frastornato e non ho compreso). C’era un evento all’interno. Le tende arancioni della sua abitazione erano illuminate nel buio della notte. O era solo un sogno e se avessi avuto il coraggio, suonando il campanello, come in Midnight in Paris di Woody Allen, avrei trovato Zeichen con Bellezza, Viviani, De Angelis, Alda Merini a declamare poesie ed ascoltare musica?


La casa del Poeta, Valentino Zeichen








