E il romanzo del Festival dei Poeti nel 1979 ad Ostia, venne definito un fallimento, ma non per le persone accorse che furono moltissime (30.000 secondo stime) quanto per il caos organizzativo e la mancanza di regole. La poesia perse, i poeti furono dati in pasto alla folla, una massa di ragazzi che avevano sulla pelle la fine degli anni settanta, un’epoca di contestazioni e di “guerra civile”. Il concetto di base fu la totale libertà dell’evento con poeti che salivano e scendevano dal palco alternandosi con perfetti sconosciuti o con quelli che Bolano definì i poeti minori. Uno di essi Aldo Piromalli con il poema Affanculo fu il mattatore della prima serata e del festival, salì sul palco pochi minuti prima di Valentino Zeichen. Dai racconti del tempo riscosse applausi sinceri mentre per gli altri poeti non fu facile.

Affanculo
Affanculo con la piccola amministrazione
quotidiana un pezzo di pane per te
un pacchetto di margarina
quanto hai guadagnato oggi
Affanculo con l’affitto e il padrone di casa
la città dove abiti i debiti di ieri, oggi e domani.
Affanculo con il libro da pubblicare
con i vari incontri al bar
l’attesa al telefono
lei si farà sentire, più o meno.
Affanculo con la pioggia con la bella giornata di sole con il consumo d’alcol e marijuana
piatto vegetale o carne in scatola
Affanculo con il viaggio in treno, in aereo
con l’urlo degli amici dispersi
con i denti putrefatti i gangli delle mani.
Affanculo con tutto quello che si doveva fare
e che non si è fatto i mondi non visitati le religioni non scoperte i sentimenti non coltivati.
Affanculo con le carriere letterarie e quelle ministeriali le nuove Atlantidi le collezioni d’arte
e i soldi da guadagnare.
Affanculo con il successo e milioni di persone gli applausi, la rivoluzione grandiosa serata, grandiosa scopata
Affanculo con la solitudine e il dialogo con se stessi con la morte dirompente lo studio della luce latente
Affanculo con l’appuntamento mancatoil lavoro perso, il lavoro trovato
Affanculo con gli alti e i bassi i giochi di potere
corsa del topo di città brillando forze alzando mani
Affanculo con lo stomaco vuoto
l’aria putrescente il sole demente civiltà scomparse madonne vergine cristi masochisti chiese circolo privato
Affanculo con lo Stato la piccola e grossa borghesia la retorica del proletariato mente in prigione lame a doppio taglio.
Affanculo con questa dimensione che comporta
questo pensiero che comporta questa limitazione.
La mia non è costruzione è solo un modo di sbattervelo in faccia.
Affanculo con il velleitarismo di sempre
Affanculo con il passato tutte le immagini create
tutte le impressioni ricevute tutte le battaglie compiute.
Affanculo con tutte le ideologie i vari sistemi punti di vista sintesi varie esperienze
Ho voglia di chiudere gli occhi e immergermi nel pieno silenzio.
Si alzino le vele.

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