Aldo Piromalli, il mattatore del Festival della Poesia nel 1979, che si esibì pochi minuti prima di Dario Bellezza e Valentino Zeichen ad Ostia, è un poeta e artista per il quale ho dedicato lunghe ricerche. La catena di ricerche iniziò con la Beat Generation e Jack Kerouac che è la radice della mia passione per la scrittura e la poesia. Succcessivamene cercai in rete scrittori beat italiani e giunse tra gli altri appunto, Aldo Piromalli. E così arrivai a scoprire che a pochi minuti da casa mia si erano esibiti in reading tutti i poeti della Beat Generation (se fosse stato in vita ci sarebbe stato anche Kerouac che amava l’Italia) al Festival Internazionale del 1979. Piromalli nato al Tufello in Roma da famiglia calabrese, cominciò ad effettuare reading presso il Beat 72 (uno dei primi centri sperimentali di teatro), dove si esibì tra gli altri Carmelo Bene sin da giovanissimo. Nel 1971 venne trovato in possesso di un grammo di marjuana e arrestato e incarcerato in Regina Coeli. Lì visse una detenzione difficile, da cui trarrà il libro Un uccello nel guscio con prefazione di Simone Carella (uno degli ideatori del Festival Internazionale della Poesia) e alcuni passaggi in ospedale psichiatrico. Nel 1978 scrisse Un quartiere nel cielo. Rmigrò ad Amsterdam, partendo da Roma e utilizzando l’autostop. Da quell’esperienza scriverà un libro di poesie diario, Viaggio. Nel 1980 coordinò la redazione di Amsterdam della rivista di nuova poesia Camion. In quel periodo collaborò in modo amichevole con Simon Vinkenoog, considerato il maggiore rappresentante della beat generation olandese e tenta di aprire una scuola di poesia denominata “School of Analphabetica”. Rimarrà ad Amsterdam (in esilio voluto) tranne alcune sortite in Italia come nel 2013 presso il museo dell’arte contemporanea in esilio. Nel 2013 Sensibili alle foglie ha pubblicato un libro scritto da Giulia Girardello e Mattia Pellegrini che lo racconta Se io sono la lingua Aldo Piromalli e la scrittura dell’esilio. E nel 2020 riceve il premio Ciampi come artista visivo e performativo.

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