Valentino Zeichen e la sua voce, così spirituale. Il suo dialogo interiore crea trame come Picasso disegnava sul vetro e creava opere d’arte. Si percepisce silenzio e fede. Ancora non ho affrontato nelle sue opere (ho letto i primi due libri in ordine d’uscita 1974 e 1979) il tema religioso, ma dalle sue biografie ho letto che fosse cattolico. Aldilà del credo religioso la sua interiorità è profonda e un poeta per essere tale deve trovare il proprio Io e scriverne della distanza da esso. Jung diceva che la lontananza dal proprio Io crea dipendenze, depressione. Bukowski era lontano dal suo Io e lo si percepiva dalle sue poesie, scritte in maniera drammatica, ma meravigliosa. Zeichen sembra più vicino al proprio Io seppur col dolore eterno per essere stato sdradicato dalla sua terra. Il silenzio è d’oro la parola è d’argento. Questo suo verso racchiude l’idea che ho di lui come essere, davvero speciale.